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I fratelli Venegoni
furono tra gli animatori della Resistenza nell'Alto Milanese,
e pagarono un altissimo prezzo personale per questo loro
impegno: Mauro fu infatti barbaramente trucidato dalle camicie
nere alla fine dell'ottobre 1944. Alla sua memoria è stata
attribuita la Medaglia d'Oro al Valor Militare.
Carlo,
Pierino e Guido
furono a loro volta arrestati, torturati e deportati prima di poter sfilare
da vincitori alla testa del grande corteo della Liberazione (nella
foto qui a fianco)
che attraversò le vie di Legnano ai primi di maggio del 1945.
Quel giorno Carlo tenne un affollatissimo comizio
- il primo dopo la liberazione - in piazza San Magno. era appena arrivato da Genova, dove aveva
diretto importanti reparti partigiani nell'insurrezione
vittoriosa. E Pierino era appena giunto dalla Germania, dove
era stato deportato dopo aver passato 10 giorni nelle mani
della famigerata Muti, in via Rovello a Milano.
Già
il 9 settembre - appena giunta notizia dell'armistizio e della
fuga della monarchia, che spianava la strada all'occupazione
tedesca - Carlo tenne un affollatissimo comizio in un
reparto della Franco Tosi, la maggiore impresa di Legnano,
indicando agli operai la strada della resistenza armata contro
il fascismo e gli invasori tedeschi. Anche per l'impulso
dell'iniziativa dei fratelli Venegoni l'Alto Milanese fu una
delle zone nelle quali repubblichini e nazisti ebbero più
vita dura.
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