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"Mussolini? Non ha mai ammazzato
nessuno. Al massimo mandava la gente a fare vacanza al
confino"
Silvio Berlusconi, settembre 2003

Nelle
lettere ai fratelli, Mauro minimizza le
difficoltà della sua vita di internato, ma il resoconto
che fa della sua vita non lascia molto spazio ai dubbi.
Impossibilitato a lavorare, il recluso è costretto a
vivere con un sussidio di 6,50 lire al giorno, che non
gli garantisce neppure il minimo indispensabile. Ed è
costretto ad attingere alle sue povere riserve, e in
particolare alla liquidazione che la Caproni - fabbrica
milanese di aerei -
è stata infine costretta a versargli, dopo averlo
licenziato a causa dell'arresto. Così Mauro scrive il
10 novembre 1940 al fratello Guido: "Io
qui continuo a star bene e la salute è ottima. Come
già saprai, mi passano £ 6,50 al giorno di 'mazzetta'
e con queste sono abbonato a due pasti - mezzogiorno e
sera -. al Ristorante Nettuno - il quale pasto si compone
di una minestra (una fondina) e di una piccola (o
polpetta, o spezzatini, o pesce o formaggi o altro, con
qualche po' d'insalata) e un pezzo di pane. Io ora son
fortunato che dispongo della liquidazione della Caproni
la quale mi servirà per 5-6 mesi ancora a integrare
quello che è indispensabile per il nutrimento normale.
Spendo in media £ 3 - 3,50 al giorno, compero qualche
cosa per far colazione alla mattina, perché a stare
dalle ore 18 della sera fino al mezzogiorno del giorno
avanti senza ingerire nulla nello stomaco è troppo
lunga; fumo per 1 lira al giorno di sigarette e prendo
un quarto di vino per pasto, di modo che vengo a
spendere (a stare bene abbottonati) una media di 100
lire al mese dei miei. "Questo
mi aiuta molto a stare in salute. Quando saranno
finiti... pazienza!" Torna
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