Quattro uomini liberi

Pierino Carlo Mauro Guido

Legnano all'inizio
del 1900

La lunga stagione
dell'antifascismo

Le prove
della Resistenza

Le passioni
del dopoguerra

La "vacanza" di Mauro a Istonio

 

"Mussolini? Non ha mai ammazzato nessuno.
Al massimo mandava la gente a fare vacanza al confino
"
Silvio Berlusconi, settembre 2003

Nelle lettere ai fratelli, Mauro minimizza  le difficoltà della sua vita di internato, ma il resoconto che fa della sua vita non lascia molto spazio ai dubbi. Impossibilitato a lavorare, il recluso è costretto a vivere con un sussidio di 6,50 lire al giorno, che non gli garantisce neppure il minimo indispensabile. Ed è costretto ad attingere alle sue povere riserve, e in particolare alla liquidazione che la Caproni - fabbrica milanese di aerei - è stata infine costretta a versargli, dopo averlo licenziato a causa dell'arresto. Così Mauro scrive il 10 novembre 1940 al fratello Guido:

"Io qui continuo a star bene e la salute è ottima. Come già saprai, mi passano £ 6,50 al giorno di 'mazzetta' e con queste sono abbonato a due pasti - mezzogiorno e sera -. al Ristorante Nettuno - il quale pasto si compone di una minestra (una fondina) e di una piccola (o polpetta, o spezzatini, o pesce o formaggi o altro, con qualche po' d'insalata) e un pezzo di pane. Io ora son fortunato che dispongo della liquidazione della Caproni la quale mi servirà per 5-6 mesi ancora a integrare quello che è indispensabile per il nutrimento normale. Spendo in media £ 3 - 3,50 al giorno, compero qualche cosa per far colazione alla mattina, perché a stare dalle ore 18 della sera fino al mezzogiorno del giorno avanti senza ingerire nulla nello stomaco è troppo lunga; fumo per 1 lira al giorno di sigarette e prendo un quarto di vino per pasto, di modo che vengo a spendere (a stare bene abbottonati) una media di 100 lire al mese dei miei.
"Questo mi aiuta molto a stare in salute. Quando saranno finiti... pazienza!"

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