Corriere della sera
sabato, 1 maggio 1999
VIZI CAPITALI
Assemblee societarie:
spunta finalmente
il diritto di critica
Dario Venegoni

Panni sporchi. La tornata di assemblee di questa settimana ha introdotto una significativa novità. Alla Comit e alle Generali il conflitto tra i principali azionisti è esploso alla luce del sole. Qualcuno si è scandalizzato, e invece è stato un progresso. Quella di Luigi Lucchini, di discutere solo in consiglio di amministrazione, dopo l'assemblea, delle accuse del vicepresidente Gianfranco Gutty agli amministratori delegati della Comit, non era una buona idea. Al di là delle forme discutibili, è stato positivo che la questione sia stata proposta ai soci, che hanno diritto di viaggiare informati. Così come bene ha fatto il riservato Antoine Bernheim ad annunciare all'assemblea delle Generali che Mediobanca lo voleva allontanare. Se le assemblee non vengono informate di questi contrasti, che si tengono a fare?

Critiche costruttive. Sottoposto a un inedito fuoco di fila di critiche all'indomani della sua audizione in Parlamento, il Governatore Fazio ha vissuto giornate difficili. Non era mai successo che il suo ruolo fosse così coralmente e autorevolmente discusso. Al termine di una pausa di riflessione, ecco arrivare l'attacco frontale di Bankitalia alle maggiori istituzioni creditizie del Paese, accusate di violare le regole della concorrenza (cosa che, francamente, in più d'uno sospettavamo da tempo). Che vi sia un rapporto di causa-effetto tra le critiche a Fazio e l'iniziativa di via Nazionale è ovviamente negato recisamente. Ma è un fatto: le critiche, quando sono fondate, fanno bene. Anche alle istituzioni più alte.


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