![]() |
|||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||
Esagerazioni. Che pesci d'aprile, quest'anno, ragazzi. Erano anni che non se ne inventavano di così divertenti. Vi è piaciuta quella della Sony, sulla presunta tassazione delle playstation come beni di lusso? E che dire di quell'altra, di Gian Mario Rossignolo, ex presidente della Telecom che, richiesto di chiarire se anche lui è tra gli scalatori della società telefonica, avrebbe risposto che sono affari suoi? E di quell'altra, dell'alleato numero uno di Bernabè, quel Leon De Jerez della Standard Life che organizzava il fronte dei fondi internazionali a sostegno del leader della Telecom, che sarebbe invece passato alla concorrenza, lasciando in braghe di tela il suo sponsor proprio alla vigilia dell'assemblea? Meno azzeccata è apparsa un'altra storiella, quella dell'Olivetti, che avrebbe avuto in cassa lo 0,83% della Telecom (più della Comit e dell'Ifil, che pure fanno parte del «nocciolo duro») e che avrebbe venduto in un sol giorno in Borsa titoli per 460 miliardi di lire, sorprendendosi poi di avere provocato un deprezzamento delle quotazioni. Anche come pesce d'aprile, francamente esagerata. Tempi lunghi. A due settimane dall'annuncio dei progetti dell'UniCredito e del San Paolo sulla Comit e sulla Banca di Roma ancora non è dato sapere cosa ne pensino gli amministratori delle società interessate. La guerra lampo del credito sembra trasformarsi in un confronto di opposte trincee, dalle quali ciascuno difende in sostanza la propria attuale identità. In Europa e nel mondo, nelle stesse settimane, accorpamenti e fusioni hanno cambiato il panorama dell'industria e della finanza. Per quanto tempo ancora da noi si potrà restare fermi? |
|
||||||||||||||||