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Centrali e centralismo. I vertici dell'Enel alzano un fuoco di sbarramento contro l'ipotesi di fare a pezzi il gigante elettrico per creare spazio ai nuovi competitori. E subito ne nasce un caso: può concepirsi una privatizzazione senza liberalizzazione? No, insorgono tutti: è una regola del mercato! Ma allora, che dire del caso Parmalat? Calisto Tanzi aveva già conquistato le centrali del latte di Como, Genova, Bergamo, Monza e Busto Arsizio. Ma non era riuscito a comprare quella di Ancona e soprattutto quella di Roma, che gli erano state soffiate dalla Cirio di Sergio Cragnotti. Cosa ha fatto Tanzi? Si è pappato la stessa divisione latte della Cirio. In questo caso, dunque, la privatizzazione delle municipalizzate spiana la strada a un monopolio. Centrali del latte invece di centrali elettriche, sempre monopolio è. O a Giuseppe Tesauro, presidente dell'antitrust, risulta diversamente? Il Guinness. Qualcuno ha messo sul piatto in un sol colpo la bellezza di 650 miliardi per comprare lo 0, 75% di Telecom. La corsa al controllo del gigante telefonico è stata lanciata e può dirsi ormai definitivamente tramontato il modello del "capitalismo senza capitali" caro a tanta parte del mondo imprenditoriale italiano e sposato di fatto nell'ottobre '97 anche dal ministro Carlo Azeglio Ciampi: il modello delle azioni che "si pesano", che non era mai stato applicato tanto efficacemente come nel caso Telecom. Quando mai era successo infatti che qualcuno conquistasse tanto potere in un gruppo di quelle dimensioni con un investimento tanto modesto? Quella era roba da Guinness: il Guinness dei privati. |
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