Corriere della sera
sabato, 13 marzo 1999
VIZI CAPITALI
Cardinale
e i tempi
rapidi
Dario Venegoni

Maxicedole. L'ultimo in ordine di tempo è l'Espresso, che ha annunciato (insieme a un raddoppio degli utili nel bilancio '98) un dividendo in crescita da 230 a 325 lire, e una maxicedola aggiuntiva di ben 620 lire per azione. Quest'anno va di moda così: alcune società fanno regali agli azionisti (lo aveva deciso anche la Seat, il mese scorso). Il mercato, si direbbe, approva. All'indomani di questi annunci i titoli fanno registrare autentici balzi, che si giustificano in un'ottica speculativa di breve respiro. Ma in questo modo le società si depauperano, ed è evidente, anche se non sempre ammesso, che questi maxiregali rispondono essenzialmente alle esigenze (in altri business) degli azionisti di controllo. La logica del mercato di fatto ne esce stravolta. Se io investo capitali in una società è perché spero che essa li utilizzi in modo redditizio. Se gli amministratori mi restituiscono parte di quei soldi, tanto più se non mi dicono il perché, e se la società, come nel caso dell'Espresso, ha già una quota di debiti, è come se in qualche misura ammettessero di non saper fare il loro mestiere.

Chi va piano. Il ministro delle Comunicazioni Salvatore Cardinale ha annunciato «tempi brevissimi»: «Credo - ha detto - che entro la prossima settimana dovremmo essere in condizione di esprimere la nostra opinione» a proposito della cessione di Omnitel e Infostrada da Olivetti a Mannesmann. Si tratta dell'operazione cardine dell'Offerta pubblica d'acquisto del gruppo di Ivrea sulla T elecom, sulla quale si discute da settimane: senza quei soldi tutto il progetto dello «scalatore» Roberto Colaninno crollerebbe. Un classico caso di diversità di punti di vista: i «tempi brevissimi» del ministero sui mercati finanziari si leggono così: con calma e per piacere.


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