Corriere della sera
sabato, 17 aprile 1999
VIZI CAPITALI
Credito,
trasparenza
e dolori
Dario Venegoni

Trasparenza. Una nebbia impenetrabile avvolge ormai la riforma degli assetti bancari. A un mese dall'annuncio delle offerte dell'UniCredito sulla Comit e del San Paolo sulla Banca di Roma, ancora non è dato conoscere il parere dei rispettivi consigli di amministrazione. Nessuno lo ha detto ufficialmente, ma si capisce che in queste 4 settimane di «surplace» nuovi protagonisti sono stati autorevolmente incoraggiati a intervenire. Si parla, tra gli altri, del Montepaschi e di Banca Intesa. La Banca d'Italia, si lascia intuire, apprezzerebbe. Di certo il Governatore Antonio Fazio non è rimasto insensibile al grido di dolore dell'Abi, terrorizzata della possibile concorrenza che le Poste, acquisendo la banca Proxima, avrebbero potuto portarle in casa. A Corrado Passera, che pure poteva contare in questo progetto sull'incoraggiamento del ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi, Fazio ha detto di no: al sistema bancario le Poste piacciono polverose e tanto basta. Altro che leggi del mercato. Qui, come quel famoso giorno al Tour, c'è un uomo solo al comando. Il quale ancora l'altro giorno a Cassino ha lungamente parlato, dicendo la sua sui contratti di lavoro, sul fisco, sugli investimenti, sulle pensioni e persino, con nobili parole, sulla pace nei Balcani e nel mondo. Il Governatore ci dice con ammirevole chiarezza ciò che pensa su tutto, meno che sulla tempesta che investe le banche. Speriamo che martedì in Parlamento spieghi come immagina la riorganizzazione del sistema.


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