Corriere della sera
sabato, 18 settembre 1999
VIZI CAPITALI
«Bonus malus»
tra annunci
e ritardi
Dario Venegoni

La notizia che le compagnie d'assicurazione applicheranno il metodo del "bonus malus" anche alle due ruote ha messo in agitazione milioni di motociclisti. Finalmente, hanno detto in molti, i guidatori disciplinati smetteranno di pagare anche per quelli sconsiderati. Errore: il "premio", oppure la penalizzazione", a seconda dei casi, non partono quest'anno, ma scatteranno dal prossimo: per il momento, a dispetto dei trionfanti annunci, tutti i proprietari di moto e ciclomotori verranno collocati sullo stesso piano, quelli tranquilli al pari degli equilibristi dell'impennata. Domandina semplice-semplice: ma non li conoscono le compagnie i motociclisti più prudenti? Possibile che a nessuna società sia venuto in mente di anticipare il provvedimento, puntando a conquistare i guidatori migliori? Niente, nessuno ci ha pensato. Strano. Non dicono tutti in questi giorni che quello delle assicurazioni è un mercato nel quale regna la più accesa concorrenza?

Nomi e ruoli. La Olivetti, un tempo sinonimo di informatica, è oggi un gruppo telefonico. La Montedison, nota per il Moplen, è dedita all'energia e all'agro-industria; l'Enel si è data agli acquedotti e ai telefoni cellulari e le banche vendono i biglietti per le partite di calcio. Nel generale rivolgimento di nomi e di ruoli, la Op Computers si ostinava a voler costruire personal computer. Defilatasi la Olivetti, scomparso nel nulla, da dove era venuto, Edward Gottesman; fuggito Gian Mario Rossignolo coi suoi "imprenditori piemontesi", il cerino è rimasto in mano ai 1.200 lavoratori di Scarmagno. Hanno perso loro o è l'Italia intera a uscire sconfitta?


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