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E così anche la Lega calcio ha scoperto le leggi del mercato. Da qualche tempo aveva forse maturato l'illusione di poter fissare le regole del gioco, in una crescita esponenziale dei prezzi dei diritti televisivi. Adesso dovrà forse scendere a più miti consigli: aveva chiesto 237 miliardi per le partite "in chiaro", ne avrà dalla Rai 187. Che sono sempre, come direbbe Mike Bongiorno, una bella sommetta, ma sono anche 50 in meno del preventivato. Chissà se la lezione servirà. Le sole quadre di serie A, pur lamentando nella stragrande maggioranza pesanti passivi di bilancio, quest'anno aumenteranno gli stipendi di calciatori e staff tecnici di circa l'80% rispetto a due anni fa, raggiungendo l'incredibile cifra di quasi 1.500 miliardi complessivi. Con gli stessi soldi, tanto per avere un metro di paragone, si pagano operai, impiegati, tecnici, dirigenti e top manager di Barilla, Marzotto, Falck e Merloni messi insieme: poche centinaia di ragazzi incassano insieme un monte-stipendi uguale alle retribuzioni di circa 25.000 persone. Il latte versato. Il caso Vespa è un classico. Invece di piangere sull'ormai imminente partenza per l'estero di un marchio che più italiano non si può, forse sarebbe meglio riflettere sul fatto che da noi fondi di investimento del genere del Texas Pacific Group non ci sono. Se la Piaggio va in Texas è perché da noi nessuno la vuole. E' accaduto e continuerà ad accadere finché il mercato italiano non si doterà degli strumenti propri di un mercato evoluto. |
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