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sabato, 22 maggio 1999 |
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VIZI CAPITALI |
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Opa alla prova: |
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tante scorrettezze |
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La legge ha bisogno |
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di modifiche |
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Dario Venegoni |
Adesso che la scalata di Olivetti alla Telecom è giunta
al termine, bisognerà trarre qualche bilancio della tenuta della legge
sull'Opa, sottoposta alla prima vera prova sul campo. La cosiddetta «contendibilità»
delle imprese è uscita dai libri di diritto per entrare nella pratica del
mercato. Ciò riconosciuto, è un fatto che le norme che dovrebbero regolare
operazioni di questa portata escono dalla tempesta assai acciaccate. La Consob
è intervenuta a ripetizione, soprattutto negli ultimi giorni, richiamando le
parti al rispetto delle regole di trasparenza e di correttezza. Spesso invano.
Ha suggerito di non utilizzare lo strumento televisivo, più adatto alla
suggestione emotiva che alla riflessione, e ugualmente una raffica di «spot»
è entrata nelle nostre case. Ha chiesto informazioni sui progetti industriali e
sui piani di finanziamento, e invece le interviste dei due manager più in vista
sono state spesso una sequela di colpi bassi diretti all'avversario. Ha
sollecitato l'adozione di comportamenti idonei ad assicurare parità di
informazione agli investitori istituzionali e al pubblico, e invece sono
continuati, specie a Londra, incontri con analisti o gestori lontano dagli occhi
della stampa. Per non parlare delle indiscrezioni interessate lasciate trapelare
sull'andamento delle adesioni. È stata la prima prova vera, forse non poteva
andare diversamente. Ma è urgente qualche rattoppo a una legge che è parsa
davvero a maglie eccessivamente larghe.