Corriere della sera
sabato, 25 settembre 1999
VIZI CAPITALI
Antitrust,
tariffe
e cartelli
Dario Venegoni

È plausibile l'ipotesi di un "cartello" sui prezzi della telefonia mobile? "Io ero fino a poco tempo fa dall'altra parte e posso assicurare che si tratta di un'eventualità impossibile. Il "cartello" è ormai un concetto del passato, inconcepibile". Così Marco De Benedetti, amministratore delegato della Tim, l'8 settembre scorso. Cosa dirà lo stesso De Benedetti nell'eventualità , data per altamente probabile negli ambienti finanziari, che l'Antitrust condanni Tim e Omnitel per la vicenda delle tariffe (poi ritirate) delle chiamate dalla rete fissa a quella mobile? Allora un "cartello", sembrerebbe assodato, ci fu. Proprio quando Marco De Benedetti era ancora "dall'altra parte".

Afflato sociale. "E' brutto licenziare, ma ancora peggio è far perdere denaro a chi te lo ha affidato per farlo rendere; è un rapporto fiduciario, non rispettare queste aspettative è ancora peggio che licenziare le persone". Parole di Roberto Colaninno, presidente e amministratore delegato di Telecom Italia, davanti alla osannante platea di Publitalia. Parole, come si vede, ispirate da un elevato afflato sociale. Non per niente la società di cui oggi è leader ha vinto l'ultima edizione dell' Oscar del bilancio per il miglior bilancio sociale.

 Mai dire mai. Ripescata dall' archivio: "Un polo con Imi e San Paolo? L'Ina è autonoma ed estranea a logiche di schieramento". Così disse al settimanale Il Mondo Sergio Siglienti, nella sua prima intervista in veste di presidente dell'Ina. Era il 9 marzo del 1996. Giusto un secolo fa.


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