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Per un paio d'anni, quando l'Italia lottava per «andare in Europa», la battaglia contro l'inflazione mobilitò tutte le forze attive del Paese. E i risultati sono arrivati. Adesso che in Europa ci siamo si ha l'impressione che siano in molti a volersi rifare dei «sacrifici» di allora. Dal prossimo settembre le tariffe elettriche saliranno in media del 3 per cento (contro un tasso d'inflazione annuo dell'1,7). Le polizze Rc auto, si annuncia, sempre dal prossimo mese subiranno rincari del 15-20% anche per gli automobilisti più disciplinati. Le compagnie petrolifere hanno anticipato ad agosto i ritocchi, tanto che la super oltrepassa già ampiamente le 2.000 lire il litro. Dulcis in fundo, centinaia di migliaia di italiani, attratti nei mesi scorsi dalla pubblicità del «denaro a buon mercato», si sono visti ritoccare dalle banche i tassi dei mutui appena accesi, con rincari di mezzo o anche di un punto in percentuale (in valori assoluti; in percentuale, del 10 o anche del 20%). Esaurita la fase eroica, siamo ritornati al tempo in cui la lotta all'inflazione è sempre compito di qualcun altro. Tra il dire e il fare. Giovedì la Borsa Italiana Spa ha annunciato che dal 1° settembre prossimo l'orario della negoziazione continua sarà ampliato di un'ora, dalle 9.30 alle 17.30, nel quadro di un programma di armonizzazione degli orari dei mercati europei. Ieri gli scambi sono partiti con un'ora di ritardo a causa di un guasto tecnico. Anche le macchine, a volte, si ribellano. |
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