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L'anomalo boom delle quotazioni attorno all'Aem nei giorni precedenti l'annuncio dell'intesa telefonica con l'ex leader della Omnitel Silvio Scaglia ripropone con la forza dell'evidenza il caso della scarsa tutela del mercato in materia di "insider trader". Con l'aggravante che l'anomalia coinvolge nel caso specifico anche una società a controllo pubblico, i cui funzionari dovrebbero essere a maggior ragione custodi del bene collettivo. Tant'è. Nel corso del 1998 la Consob ha segnalato alla magistratura ben 21 casi tra "insider trading" e aggiotaggio, facendo nomi e cognomi di 125 sospetti. E quest'anno ha inviato alla giustizia un'altra sfilza di rapporti, segnalando irregolarità (talune risalenti ad alcuni anni fa) negli scambi attorno a diversi titoli: Banco di Napoli, Mondadori, Centenari e Zinelli, Btp future, Stet, Telecom, Avir e Aedes. Rapporti rassegnati, fatti più per dovere d'ufficio che per convinzione di una pratica utilità. Uno dei pochissimi furbacchioni incastrato per "insider" l'anno scorso aveva guadagnato illecitamente 250 milioni: se l'è cavata con una multa di 23 milioni e mezzo. Gabella petrolifera. Il ministro Bersani ha chiesto spiegazioni all'Abi a proposito della commissione di 1.500 lire imposta a chi utilizza la carta di credito per i pagamenti dai benzinai. Una gabella introdotta quando le carte di credito erano una rarità, ma che le banche mantengono: 1.500 lire qui, 1.500 lire là. Come si dice: tutto fa brodo, in tempi di globalizzazione. |
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